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Facce e ritratti


Giampaolo, in arte Jey

L'autunno è senz'altro la stagione più ricca per il podismo, che raccoglie i frutti degli allenamenti estivi; ecco il motivo del fiorire di maratone e altre corse lunghe, che si contendono i fine settimana disponibili. Fra queste manifestazioni è in dirittura d'arrivo una delle corse con maggior partecipazione della nostra provincia, la Camminata della Carovana che ricorda l'origine leggendaria di Formigine, appunto una carovana di zingari che decise di fermarvisi. A capo della Podistica Formiginese, sodalizio biancorosso, che contribuisce a rendere Formigine uno dei comuni più “podistici” della provincia, è Giampaolo Bevini, Jei per gli amici. Classe 1961, esordisce nella corsa nel 1981 per emulare il fratello Ettore. Allora le corse domenicali erano meno numerose, non era ancora di moda il “jogging”, quando ci si allenava in piazza d’armi (ora Novi Sad), si veniva guardati come marziani..
Nel 1984 nasce l'idillio con la Formiginese; dall'incontro, procurato dal compagno di studi Maurizio Pivetti (attuale responsabile del settore atletica Uisp di Modena), si è man mano passati alla passione, tanto che con i colori della Formiginese Giampaolo ha preso parte ad oltre 2.550 gare e, nonostante qualche lamentela delle ginocchia, sarà al via anche della “mezza” di domenica da Maranello a Modena. Nel suo palmares non vi sono risultati eclatanti, anche se ci sono ben 11 maratone ed un numero consistente di “mezze” (record: 1h26' a Calderara). Ma c'è l'amore per la corsa e lo sport vissuto in modo attivo, serio e leale, che ha spinto Giampaolo a proseguire il lavoro di Gigi Campani, presidente storico fino al 2003, assumendosi come presidente la responsabilità della podistica Formiginese. La società è caratterizzata, oltre che dall'attività classica di corsa, da desiderio e capacità di organizzare gare, come il Miglio delle Stelle, giunto quest’anno alla 21a edizione: gara a staffetta in notturna sulla distanza del miglio (1,609 metri) intorno al castello di Formigine con gare anche per le categorie giovanili, e - soprattutto – la citata Camminata della Carovana, che il prossimo 20 ottobre giungerà alla 33a edizione. Si tratta di una classica stracittadina arricchita dalla competitiva Fidal sui 21 km., che fa parte del Campionato modenese di podismo, di cui Giampaolo è uno dei promotori più attivi. Un altro piccolo merito, di cui però Jei va giustamente fiero, è quello di aver dato alle stampe nel 2010 un libro in cui si racconta, anche con immagini, la storia dei primi 30 anni della podistica Formiginese. E sta raccogliendo il materiale per i prossimi 30..

Raffaella prima fra Peppone e don Camillo

Raffaella MALVERTI , tesserata per la Podistica Correggio, he dopo essersi finalmente liberata dal marito / tapascione Franco MENGHINI (a sua volta facente parte dell’entourage di ACCORSI Enrico!!!), affidandosi alle cure di Rosa ALFIERI riesce a centrare una vittoria di prestigio il 23 agosto a Brescello nella Camminata di Peppone e Don Camillo. Raffaella è indubbiamente la rivelazione del 2014, anno costellato di una serie innumerevoli di ottimi piazzamenti (intervallati da alcuni infortuni, a cui difficilmente riesce a sottrarsi chi, oltre che atleta è anche moglie e mamma), che sono culminati per l’appunto con il primo posto nella classica reggiana. Ieri, per completare il “mese”, Raffaella è giunta terza a Montecchio Emilia, nella gara vinta dalla sua compagna di squadra, nonché allenatarice Rosa ALFIERI, tenendosi dietro di una ventina di secondi il maritino. Brava Raffi!

Carmen Pigoni

E’ un elemento di spicco della Atletica Madonna di Sotto, la più giovane fra le società podistiche sassolesi, cui è approdata dopo aver corso per Tabacco Museum, Cittadella, Lupo Sport e Madonnina. Oggi approfondiamo la conoscenza di Carmen Pigoni, cugina di Giorgio (“un mito”), grande campione di qualche anno fa; una vera stakanovista e protagonista della corsa, su strada ma non solo, una vera bandiera del podismo modenese da ben 14 anni. Evidentemente il sangue non è acqua..e Carmen si affretta a dire che però non è parente dell’altro Pigoni, il campione del trail Matteo.
Carmen – che preferisce glissare sull’anno di nascita.. – è un’atleta completa. Ha iniziato a correre con la Tabacco Museum dell’indimenticato Claudio Rebecchi, Come tanti, lo scopo iniziale era rimettersi in forma (dopo il secondo figlio), star bene, anche divertirsi in compagnia, sostituendo lo shopping con la stracittadina o la tapasciata domenicale. Claudio Rebecchi le infonde però presto – e trova certo terreno fertile - una vera e propria passione per la corsa, sport a cui si dedica sempre con il massimo dell’impegno. Il podismo non regala nulla, i risultati sono sempre il frutto degli allenamenti oltre che della predisposizione personale, E Carmen non si risparmia certo, visto che mantiene una media annua mai inferiore ai 5.000 chilometri, con il picco, raggiunto nel 2003, di ben 6.800 km.. Appena chiuso l’ufficio di Maranello, dove è impiegata in una ditta che costruisce marmitte per macchine da corsa e sportive, scarpette e via, a macinare a piedi tanti chilometri quanti molti non percorrono neppure in auto.
E non c’è distanza o tipo di gara che Carmen disdegni, collezionando oltre 100 successi! Nel 1998 vince il Trofeo Women Half Marathon, nel 2000 tocca all’indimenticata Vignola-Guiglia (impegnativa e prestigiosa corsa in salita). Nel 2001 è prima modenese alla Corrida. Completa per sette volte la massacrante ultramaratona Pistoia – Abetone e termina ben sette volte la 50 km. di Romagna, conquistando il 4° posto nel 2003. E’ recente il bronzo ai campionati italiani di Campestre Uisp nel 2009. Ed è sempre al via delle gare in montagna: nel 2001 vince la Sassuolo Montegibbio ed il Monte della Riva di Zocca. Nel 2003 è prima alla 30 km. Porretta-Corno alle Scale, nel 2004 192° alla Maratona di New York. Vince la Marcia dei Tori nel 2006 ed è sempre premiata nel Trail della Maratonina dei Due Passi, di cui non perde un’edizione. Questo genere di corsa è forse la sua scoperta più recente ma che le regala grandi soddisfazioni. “E’ bello, ci dice - e le crediamo – entrare più in contatto con la natura, accorgersi pian piano del susseguirsi delle stagioni”. Ed ancora una volta Carmen è in sintonia con il mondo podistico, modenese e non solo, che pure sta dedicando sempre maggiore attenzione alla nuova frontiera della corsa fuori strada.

Giorgio Reginato

Sono due manifestazioni, la staffetta 3 x 3000 al Parco Ferrari e la camminata Sportinsieme di Formigine, estremamente diverse fra di loro ma entrambe, nel proprio genere, ottimamente riuscite a suggerirci l’occasione per presentare un altro dei mille volti del podismo modenese, che accomuna entrambe le gare. Anzi, stavolta è la voce, non il volto, ad essere protagonista.. Giorgio Reginato, classe 1958, è infatti forse più conosciuto per l’attività di “speaker” in innumerevoli manifestazioni che per l’ultra trentennale militanza fra le fila della Podistica Formiginese.
La sua carriera podistica inizia nel 1975, per i colori della Cerdisa di Edo Ronchi, per poi passare nel 1980 alla neonata Podistica Formiginese di Giorgio Campani. All’inizio lo accompagnava il fratello Loris, appassionato di corsa campestre; ma mentre Loris dopo qualche anno ha abbandonato, Giorgio non ha mai mollato. Oggi può vantare 1.400 corse con la maglia biancorossa del sodalizio pedemontano, ora capitanato da Giampaolo Bevini. In verità non possiamo, nel suo caso, parlare di una carriera da grande agonista, considerato che il record sulla mezza maratona l’ha ottenuto a Saliceta nel 1994, in 1h39’. Possiamo però ben dire che, mentre il passo rallentava, aumentava il peso del generoso e disinteressato contributo che Giorgio non ha mai fatto mancare alla Formiginese ed a tutto il movimento podistico. Da qualche anno Giorgio ha iniziato a fare lo speaker, dapprima nelle tante manifestazioni formiginesi (camminata della Carovana, Miglio delle stelle su tutte) per poi contribuire con i suoi commenti, sempre misurati e cortesi, a tante manifestazioni sportive – non solo podistiche – della provincia. Fra le altre, nell’anno appena trascorso, è stato la “voce” ufficiale del 5.000 del Novi Park, naturalmente della Carovana, della Strapanaro, della staffetta 3 x 3.000 al Parco Ferrari e, domenica scorsa, della camminata popolare organizzata dallo Sportinsieme di Formigine, che ha visto al via oltre duemila podisti.
Modesto e schivo di carattere, Giorgio merita menzione anche per l’impegno nel volontariato, sportivo e sociale; appassionato tifoso del Modena, per cui fa lo “stewart”, dal 2009 è anche giudice di gara Uisp per le gare su strada ed appartiene al corpo dei volontari della sicurezza di Formigine, volontari che affiancano la polizia municipale per assicurare il presidio del territorio ed il regolare svolgimento delle varie manifestazioni locali (come la Magnalonga di Corlo, i ludi di san Bartolomeo, le serate dei mercoledì di Luglio..). Una persona su cui si può sempre fare affidamento.

Matteo Pigoni

Dal 2007 Matteo Pigoni, uno dei nostri più forti rappresentanti nel mondo della corsa - 14'34 sui 5.000, 30’40” sui 10.000, 1h06’40” sulla “mezza”, 2h21'02 sulla maratona - ha scoperto una vera e propria passione per un nuovo tipo di corsa che lo sta portando sempre più lontano dalla pista e dalla strada: il trail. Dopo i primi successi, del 2007 e 2008 (Fornacione Trail, Marcia dei Tori , Vola nel Verde di Vidiciatico, Ecomaratona del Ventasso, Ossola Trail, Maratonina dei Due Passi..) le distanze si sono via via allungate, così come il dislivello di gara. Fin a giungere all’ultratrail: corsa in montagna dal lungo chilometraggio, in autosufficienza, con dislivelli significativi. E’ un tipo di gara che richiede, oltre a preparazione, esperienza. Infatti nel 2012 Matteo sbaglia l’alimentazione, e si deve fermare al 95° km. della durissima Cro-Magnon. Ma è grande la vittoria alle Porte di Pietra: 72 km., con dislivello di 4.200 metri. Segue il successo nella prima edizione della nostrana Cima Tauffi di Fanano, 61 km. con dislivello positivo ancora superiore a 4.000 metri. Da quest’anno Matteo fa parte del team Tecnica di Montebelluna; ne riceve assistenza per vestiario, alimentazione e logistica, e collabora alla ricerca e sviluppo dei materiali, calzature in primis. Colleziona successi nella traversata dei Colli Euganei, nel Winter Trail di Borgotaro, nella Capraia Wild Trail; alla Maremontana sceglie invece, in considerazione delle proibitive condizioni meteo, di ritirarsi; la gara sarà funestata dalla morte dell’ex calciatore Ponzo.
Ma qual è la molla che lo spinge verso l’ultratrail? “si inizia gustando la bellezza dei paesaggi, con gare più corte; impari a non inquinare né sporcare, condividendo la passione con gli altri. Ma correre lunghe distanze nella natura è un’altra cosa. Si è soli a lungo, a volte fra un ristoro e l’altro passano oltre 20 chilometri. Ricerchi il tuo equilibrio interno, ed impari a correre con te stesso. La sfida non è con gli altri ma con il tuo limite, che cerchi di spostare sempre più avanti”. L’autosufficienza alimentare ti insegna poi a dosare le energie in vista del risultato. E sono tanti quelli che, dopo aver provato, decidono di dedicarsi allo “spirito trail”.
Cosa ti aspetta per il prossimo futuro? “a breve c’è il Tuscany Cross. 100 km., con dislivello di “soli” 3000 metri; gara insidiosa quindi, perché quando il dislivello non è eccessivo si deve correre tutto il tempo, non si approfitta delle salite per rifiatare. Poi sono molto indeciso fra la Lavaredo Ultratrail, nelle meravigliose Dolomiti, ed il Campionato mondiale di Ultratrail in Galles, fra Giugno e Luglio; poi, in base alla condizione…direi senz’altro Cima Tauffi e Due Passi. Poi..vedremo..”.Si, perché Matteo è un campione ma sa bene che, dopo la domenica e la corsa, c’è il lavoro e la famiglia, con Annalisa ed i due figli, Giorgia e Riccardo, ed è importante anche capire quando fermarsi.

Giorgio Aldovini

vi presentiamo un altro personaggio che arricchisce il mondo della corsa su strada, tradizionalmente composta da mille volti e mille facce e professioni. E' la volta di Giorgio Aldovini, anno 1941, professore di storia e filosofia, in pensione dal 2006. Giorgio è uno dei podisti modenesi della prima ora ancora in piena attività. Corre con costanza dal 1977, e dal 1990 sempre con i colori della Podistica Sassolese presieduta dall'amico Rossano; la sua carriera di corsa ha conosciuto solo una pausa, negli anni '80.
Cos'ha di particolare il professor Aldovini, oltre al fatto che spesso viene accostato in gara da ex studenti che hanno piacere di farsi riconoscere? Giorgio è non vedente; e la pausa dalla corsa se l'è presa proprio per far correre il suo cane-guida. Ma da oltre 20 anni non conosce soste: “ogni giovedì mi alleno sulla ciclabile, con la guida dei miei inseparabili Flavio Pincelli, Massimo Calzolari e Manila Grenzi; ma vado anche in bicicletta e nuoto. La domenica non manco mai alle camminate modenesi; spesso in compagnia del vigile carpigiano Ermanno Pavesi”. Ma da dove nasce il suo amore per la corsa? “Non sono sempre stato non vedente, ho perso la vista a 18 anni; ho avuto sempre una passione per la montagna; da ragazzo ero abituato ad andarci in bicicletta, per viverla appieno. La voglia di sport fa parte del mio modo di essere. L'ambiente della corsa poi è gioioso, grande, ricco di amicizia e generosità”.Quando parliamo dei giovani, che spesso faticano ad accostarsi al mondo della corsa su strada, riappare il professore. “E' vero; sono tanti i miei ex studenti che mi salutano quando corro, ma molti poi non continuano, almeno non subito. Del resto i giovani amano lo sprint, la velocità, sono più portati verso altri sport che siano meno impostati sulla resistenza, sullo sforzo prolungato. Poi, però, ritornano a correre...”. Gli chiediamo di qualche studente che associa al podismo, e non ha esitazioni: “ricordo volentieri Severino Cosenza e Filippo Compagni, con cui ho corso per parecchio tempo”. La memoria è decisamente da professore, quando ci tiene a ricordare le due maratone completate: “la prima è stata a Bologna nel 1982, con Daniela Gianaroli (altra professoressa, portabandiera della Sassolese); la seconda a Reggio Emilia nel 2002, con Massimo e Manila, conclusa in 4 ore e 47 minuti”.E' stato bello scambiare queste parole con Giorgio Aldovini, se ne esce con una grande stima per questo esempio di costanza e passione sportiva, che supera, con un sorriso, anche l'handicap.

Andrea Biagini

La recente Maratona di New York ci suggerisce una delle mille e mille storie della corsa, il ritratto di uno dei tanti volti dei nostri podisti che con la classica maratona della grande mela ha iniziato la sua carriera di "long distance runner", anche se non avremo record o primati da raccontare. Andrea Biagini – classe 1968, imprenditore sassolese attivo nel settore ceramico ed immobiliare - ha corso la prima maratona a New York nel 2009. E fin qui niente di strano.. ma di vera impresa si tratta, perché Andrea ha portato al traguardo di Central Park, dopo i 42,195 km. canonici di tutte le maratone, la bellezza di oltre 160 chili, in 8 ore. E già l'opera di dimagrimento era iniziata! Quando Andrea è riuscito a trovare una bilancia adatta, infatti, il suo peso era di 185 kg. Per la Guglia, la società sassolese cui si è iscritto, era un problema trovare l'abbigliamento sportivo che potesse contenerlo.
Il problema di Andrea è chiamato “effetto yo-yo”: costretto a continue diete per contenere il peso, ogni volta che la dieta si interrompe si ritorna da capo, anzi, peggio di prima.
Alla soglia dei 40 anni, dopo aver provato di tutto, anche le manipolazioni in Cina, Andrea scopre che alla base della sua situazione sta anche e soprattutto un problema di allergie alimentari (lievito, grano, graminacee…): inizia così ad associare ad una dieta priva di questi elementi il movimento. All’inizio sono camminate, come a New York. Ma da quel novembre 2009 Andrea non ha mai mollato, con il vero spirito del maratoneta che richiede costanza, coerenza ed impegno. Ha progredito – letteralmente - passo dopo passo. Ed ora sono 24 le maratone che ha completato, in giro per il mondo. Alle cinque “major” (New York, Berlino, Londra, Chicago, Boston) si aggiungono Edimburgo, Milano, Roma, Madrid, Verona, Firenze, Venezia..ed il peso è ormai stabilmente sotto i 90 chili senza alcun intervento invasivo; ed Andrea, per la gioia della Guglia, veste una normalissima “L”. Ad Aprile è stato a Boston per la seconda volta ed ha vissuto la brutta esperienza dell'attentato; in questa occasione gli è stata utile una piccola crisi che l'ha allontanato di poco dalla "finish line" a cui sarebbe potuto arrivare proprio in corrispondenza dell'esplosione. Ma la brutta esperienza non gli ha certo fatto passare la voglia di correre. Nel solo 2013 Andrea ha tagliato il traguardo della maratona sette volte, con un entusiasmo da ragazzino e stabilendo il suo "personale" a Venezia con 4 ore e 57 minuti lo scorso 27 Ottobre. Ma ci potete scommettere, non finisce qui! Prima che finisca l’anno, spinto dalla passione per le corse con percorsi cittadini, sarà in pedana a Valencia e Firenze e, chissà, anche a Ravenna.

Emilia Neviani

Dedichiamo questo ritratto di sportivo non ad un atleta di spicco ed ai suoi risultati, ma ad una persona che col proprio impegno, dedizione e sacrificio sta facendo per la corsa qualcosa di speciale, ed in modo speciale. Parliamo di Emilia Neviani, l'unica donna - per giunta giovane - a rivestire il ruolo di presidente di una società podistica nella nostra provincia. Non di una società di poco conto, ma di uno dei sodalizi più numerosi, la Guglia di Sassuolo, che conta oltre 300 iscritti. Emilia ha iniziato a correre da bambina, dodicenne, nelle società di atletica Edilcuoghi Sassuolo e Latte Giglio di Reggio Emilia. La passione per la corsa su strada viene un po' più tardi grazie a Silvana Guglielmi e Giacomo Zanti, tuttora assidui frequentatori di ogni camminata in calendario. All'epoca Giacomo e Silvana facevano parte della San Michelese, poi confluita (1989) nella neroverde Guglia di Sassuolo. La "carriera" di Emilia nella Guglia è andata di pari passo con la corsa: due le maratone portate a termine (New York e Vienna), ampiamente sotto le 4 ore; è abbonata alla 30 km. Cortina-Dobbiaco ed alla Marcialonga Running, ed ha terminato un numero quasi infinito di maratonine in giro: Trieste, Garda, Nizza, Verona, Ferrara, Jesolo, Due Perle... miglior tempo 1h31' - Trentino Half Marathon. Vanta anche un inaspettato primo posto nella "Ciaspole in Appennino" al Cimoncino nel 2012. Ma è più facile correre che gestire una società sportiva. Entrata nel consiglio della Guglia nel 1999, Emilia ne è presidente dal 2005, facilitata solo dal fatto che sia il marito Fabrizio che la giovanissima figlia Rebecca ne condividono la passione sportiva. La più grande soddisfazione? "vedere il gruppo crescere, ben affiatato e unito; apprezzo in particolare lo spirito di sana competizione, di cui è promotore Franco detto Piccio il keniano; per non parlare della disponibilità di Mario, o del grande lavoro fatto da Antonio per il nostro libro dei 25 anni, o della contagiosa simpatia di Valter, le foto di Giuliana.. ma bisognerebbe menzionare tutti!". Le maggiori preoccupazioni? "Oggi sono innumerevoli i pensieri, sia quando si organizza qualche competizione che quando si iscrivono gli atleti alle manifestazioni competitive. Occorre infatti sempre verificare la completezza di certificati medici e curare ogni aspetto burocratico e fiscale, da cui discendono responsabilità ben precise. Ed in questo la Guglia non transige". L'ultima domanda non può che riguardare i rapporti con l'altro sesso, visto che nel podismo il gentil sesso è ancora minoritario, anche se le cose stanno rapidamente cambiando. "Non ci sono problemi, anzi.. anche sul lavoro sono abituata a trattare con gli uomini; a volte è più semplice che con le donne.. " parola di presidente!

Tommy Manfredini

Sabato 18 Maggio Sassuolo ha acquisito un altro motivo di vanto, oltre alla promozione in serie A. Il portacolori della Atletica MdS Panaria Group, Tommaso “Tommy” Manfredini, ha vinto per il secondo anno consecutivo il Giro dell’Isola d’Elba, impegnativa gara nazionale su 5 tappe. Questo successo ci fornisce l’occasione per parlare del “leone”, atleta nativo di Pievepelago che, ormai abbandonato definitivamente il primo amore (la mountain bike) si è lasciato man mano conquistare dal mondo del podismo. Il suo esordio nella corsa risale ormai al 2007 , un po’ per caso ed un po’ forse anche per compiacere il padre Roberto, appassionato maratoneta, che di Tommaso è ancora oggi compagno di squadra.
La prima caratteristica di Tommaso è la senz’altro la forza muscolare; i primi successi li raccoglie infatti nelle gare in montagna, vicino alla natìa Pievepelago: San Dalmazio, Frassinoro, Pavullo e Piandelagotti sono fra le prime corse in cui Tommaso si fa conoscere. All’inizio Tommy, nonostante i buoni risultati, si sentiva però un ciclista prestato alla corsa, anche se l’ambiente del circo podistico lo coinvolgeva sempre di più. La ricchezza e varietà delle manifestazioni, nel provincia di Modena e non solo, gli consente di individuare quelle a lui più congeniali, e la convinta fiducia della Atletica MdS, la squadra dei due Omar (Bellini e Chouckri), gli da lo sprone per allenarsi, seguendo le direttive dell’amico Eliano Cuoghi, e migliorare anche velocità e ritmo. Del resto a grinta non manca mai: il “leone” combatte sempre fino all’ultimo metro. L’ha imparato a sue spese Davide Boroni, il suo rivale all’Elba, battuto di pochi secondi ma in quattro gare su cinque; per questo successo Tommaso ringrazia anche gli altri runners modenesi in trasferta, polisportiva Madonnina in testa, che l’hanno sostenuto ed incoraggiato col loro tifo.
Fatta la scelta di campo in favore dell’atletica (complice probabilmente una bella gara condotta con Mohamed Moro al Gran Premio Montanari di Spilamberto nel dicembre 2010) ora Tommaso si sente attirato in modo particolare dal cross lungo (10 km.) più che dalla strada, ma non disdegna incursioni in pista (al suo esordio lo scorso anno ottiene 4’08” sui 1.500).
Motivo di orgoglio recente sono i piazzamenti in due corse prestigiose: 34° posto al Campazzo, il 19° alla Cinque Mulini una delle gare di cross più conosciute al mondo, svoltasi a San Vittore Olona (MI) a Febbraio 2013. Ancora, il 18° posto di società alla finale nazionale di cross lungo 2013, oltre alle vittorie nel 2012 e 2013 alla Mimosa Cross di Albinea.
I progetti per il futuro? “il primo impegno sarà a Castellarano fra poco, con le Colline del Secchia, competitiva a circuito. Poi approfitterò dell’estate per correre il più possibile in montagna, su percorsi spesso “off road”; a Pievepelago (Corripieve), Frassinoro (La Cotta), a Piandelagotti (Maratonina dei Due Passi); ma vorrei anche trovare l’occasione di ritoccare il tempo nei 1.500 in pista; non ho invece ancora nulla di specifico in previsione per l’autunno, ma senz’altro l’attenzione sarà puntata al cross lungo”.

Salvatore Sam Franzese

Qualcosa si muove, nel podismo modenese.. Anche se le tanto attese nuove leve si fanno un po’ desiderare, l’atletica RCM di Casinalbo ha messo insieme, con la supervisione dei più esperti Matteo Pigoni, Massimiliano Ingrami ed Alberto Piacentini (solo per citarne alcuni) una “allegra brigata”, con Salvatore Franzese davanti a tutti.
Nelle nostre cronache, in cui diamo conto dei suoi progressi e primi successi, lo chiamiamo Sam; non è un errore: Salvatore è nato a Modena nel 1991 da madre canadese, che lo ha sempre chiamato così; Salvatore ha in progetto un ricorso per far riconoscere anche questo nome. Svelato l’arcano, passiamo a parlare di questo giovane che affronta la gara sempre con un sorriso solare, coinvolgendo i fidi Leonardo (Lo Russo) e Marco (Corradini) sia nella gara che nel dopo. E’ questa una dimostrazione di come sia da sfatare l’idea che la corsa sia solo fatica e allenamento: correre è bello, è divertente, fa stare in forma e favorisce l’aggregazione, come dimostrano Sam e gli altri giovani della RCM.. Nella prima parte del 2013 Salvatore ha raccolto i primi frutti significativi del suo impegno. Non ci riferiamo ai primi posti nelle “tapasciate”, che comunque Salvatore non disdegna (vedi Croce Blu, o Colombaro) ma alla Mezza Maratona di Praga, gara non facile in cui Salvatore ha migliorato il suo personale di ben 2 minuti, classificandosi secondo italiano. Dalla mezza alla velocità, con il 6° posto al 5.000 notturno Trofeo Modenacorre di aprile, gara con altissimo livello tecnico. Ed ancora una mezza, forse il primo successo importante: la Strapanaro di san Damaso che gli frutta, per ora, la testa del campionato modenese di podismo Nissan Skipass. Una vittoria che ha sorpreso solo chi non lo conosce, ottenuta in 1h 12’13” su Gabriele Valli, vincitore dell’edizione 2012 e trionfatore del Gran Prix Half Marathon degli ultimi anni.
Recentissimo poi il 5° posto al Campaz sotto le stelle, altro 5.000 notturno “tirato”, che gli consente di mantenere la testa del neonato Campionato Modenese di Podismo, una formula che ben si addice all’ecletticità di Sam. Ora lo aspettano i prossimi impegni: sicuramente – oltre al Campionato Modenese - il trofeo Uisp del Frignano che inizia a fine Giugno con la gara di Monchio. La prossima “mezza” sarà invece la Carovana di Formigine. Non è il momento per Salvatore di riposare, ma impegnarsi per impersonare il necessario ricambio generazionale dei campioni emersi dalle squadre giovanili della RCM come, ad esempio, quel Massimiliano Ingrami che è stato campione italiano di Maratona a 26 anni, nell’ormai lontano 1997.

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